The Wager
In un caffè di Napoli, due giovani ufficiali, Ferrando e Guglielmo, si vantano appassionatamente della fedeltà delle loro innamorate nel vivace trio "La mia Dorabella." Il vecchio filosofo Don Alfonso ascolta con un sorriso sardonic, poi lancia la sua bomba: scommette cento monete d'oro che le loro amate, come tutte le donne, possono essere sedotte entro ventiquattro ore. In "E la fede delle femmine," deride la loro fiducia ingenua come una favola. Indignati ma supremely confident, i giovani accettano la scommessa e pianificano allegramente come spenderanno le loro vincite in "Una bella serenata," senza mai sospettare che l'esperimento di Don Alfonso capovolgerà tutto ciò che credono sull'amore.

Sorelle innamorate
In un giardino soleggiato che si affaccia sulla Baia di Napoli, le due sorelle Fiordiligi e Dorabella guardano rapite i ritratti in miniatura dei loro amanti. Nel dolce duetto "Ah guarda sorella," confrontano i tratti delicati dei loro amati con ammirazione senza fiato, ciascuna insistendo che il suo ufficiale è il più bello. La loro felicità è radiosa e assoluta, la loro fede nell'amore incrollabile. Questa tenera scena di innocente devozione stabilisce tutto ciò che il crudele esperimento di Don Alfonso metterà alla prova.

Il congedo
Don Alfonso arriva con false notizie: un decreto reale ha convocato gli ufficiali sul campo di battaglia immediatamente. Nel straziante quintetto "Vorrei dir, e cor non ho," finge di lottare per le parole mentre Ferrando e Guglielmo fingono devastazione e le sorelle crollano in un autentico dolore. Gli amanti si stringono l'uno all'altro nel tormentato "Sento, oddio, che questo piede," a malapena in grado di separarsi, scambiandosi voti di eterna fedeltà. Mentre una marcia militare porta gli uomini verso la loro barca, le donne e Don Alfonso osservano la nave allontanarsi e si uniscono nel sublime e bellissimo trio "Soave sia il vento," pregando per venti gentili e mari calmi, un momento di tristezza trascendente le cui armonie serene nascondono la menzogna già in corso.

La saggezza mondana di Despina
Lasciate sole, le sorelle si abbandonano a un disperato stato operistico. Dorabella si lancia in giro nell'eccentricamente melodrammatico "Smanie implacabili," dichiarando che il suo dolore echeggerà attraverso i cieli, mentre Fiordiligi osserva con orrore solidale. La loro cameriera Despina, che sente questo spettacolo, riesce a malapena a contenere la sua esasperazione. Nell'aria cinicamente vivace "In uomini, in soldati," li informa che gli uomini e i soldati sono infedeli per natura, e che le donne sensate dovrebbero curare un amore con un altro piuttosto che sprecare lacrime. La sua filosofia di saggezza mondana getta le basi per la tentazione a venire.

Gli albanesi arrivano
Don Alfonso mette in moto la trappola. Ferrando e Guglielmo tornano in travestimenti assurdi, sfoggiando enormi baffi e abiti esotici, presentandosi come ricchi nobili albanesi follemente innamorati delle due sorelle. Nell'ensemble "Alla bella Despinetta," la casa esplode in confusione poiché anche Despina non riesce a riconoscere gli uomini sotto i loro costumi stravaganti. Fiordiligi, magnificamente indignata, dichiara la sua costanza immutabile come una roccia colpita dalle tempeste nell'imponente aria "Come scoglio," la sua voce che salta attraverso vasti intervalli che tradiscono la turbolenza sotto la sua sfida. Guglielmo prova un approccio più leggero in "Non siate ritrosi," elencando con malizia le proprie attrattive, ma le sorelle si allontanano infuriate. Ferrando, rimasto indietro, esprime il suo genuino idealismo nell'eccellentemente lirica "Un'aura amorosa," un'aria di tale tenera sincerità che sembra galleggiare completamente sopra la farsa.

La scena del veleno
Desperati di superare la resistenza delle sorelle, i pretendenti travestiti mettono in scena una scena drammatica: fingono di ingoiare arsenico, collassando in un'agonia teatrale nel quintetto "Ah, che tutto in un momento." Le sorelle terrorizzate si precipitano al loro fianco, e in un duetto a parte, "Prendero quel brunettino," iniziano a confessarsi l'un l'altra che questi sconosciuti non sono del tutto poco attraenti. Despina arriva travestita da un pomposo dottore che brandisce un gigantesco magnete, suppostamente l'ultima cura Mesmerica, e 'riporta in vita' gli uomini morenti nel frenetico Finale del Atto 1. Mentre i pretendenti si risvegliano e implorano baci come ricompensa, le sorelle vacillano ma rimangono ferme, anche se le loro difese mostrano segni visibili di cedimento. Il sipario cala con le emozioni di tutti in subbuglio.

Lezione di Despina
Il secondo atto si apre con Despina che tiene la sua lezione magistrale sull'arte di essere donna. Nell'aria scintillante "Una donna a quindici anni," istruisce le sue padrone protette che ogni ragazza oltre i quindici anni dovrebbe sapere come flirtare, ingannare e comandare gli uomini con un semplice sguardo. La sua filosofia è allegramente amorale: l'amore è un gioco, e la donna astuta vince sempre. Le sorelle, ancora tormentate dal senso di colpa ma sempre più curiose, iniziano a abbassare la guardia. Fiordiligi e Dorabella concordano privatamente di permettere agli stranieri albanesi una visita innocua nel giardino, assicurandosi a vicenda che un po' di flirt non può certamente fare alcun male.

La Seduzione del Giardino
In un giardino fiorito vicino al mare, gli ufficiali travestiti arrivano in gondola, serenando le sorelle con il ravvincente "Secondate, aurette amiche," le loro voci che fluttuano sull'acqua mentre un coro sparge petali. Don Alfonso abbina strategicamente le coppie, inviando ogni uomo a corteggiare la dolce metà dell'altro, e il goffo quartetto passeggia per i sentieri del giardino in "La mano a me date." Guglielmo, assegnato a Dorabella, accende il fascino; nel irresistibile duetto "Il core vi dono," le offre un ciondolo a forma di cuore d'oro e lei cede il suo medaglione con il ritratto di Ferrando, lo scambio di token sigillando la sua capitolazione. Dorabella è caduta, deliziosamente e completamente, lasciando Guglielmo trionfante ma Ferrando, che osserva dalle quinte, con il cuore spezzato.

Fiordiligi's Torment
Fiordiligi ha resistito, ma la sua compostezza si sta frantumando. Da sola nella sua camera, è tormentata dal senso di colpa e da un desiderio confuso. Nel magnifico rondò "Per pieta, ben mio, perdona," implora il suo assente Guglielmo di perdonare i sentimenti traditori che sbocciano nel suo cuore, la sua linea vocale che si innalza tracciando l'agonia di una donna lacerata tra onore e passione. L'aria è una delle creazioni più emotivamente devastanti di Mozart, rivelando che la famosa costanza di Fiordiligi non è indifferenza ma una lotta eroica. Nel frattempo, gli uomini confrontano le loro note: Guglielmo si compiace che la sua Fiordiligi sia rimasta ferma, ma deve dare la notizia che Dorabella ha ceduto.
Il Dubbio di Guglielmo e il Dolore di Ferrando
Guglielmo, inizialmente compiaciuto che la sua amata resistesse mentre Dorabella cedeva, sfoga la sua indignazione nell'aria pungente "Donne mie, la fate a tanti," un catalogo sardonic delle presunte perfidie femminili che maschera a malapena la sua crescente ansia. Ferrando, devastato dal tradimento di Dorabella, esplode in "Tradito, schernito," un'esplosione appassionata di orgoglio ferito e autentico dolore. Don Alfonso, osservando con calma, ricorda loro che l'esperimento non è ancora completo: Ferrando deve compiere un ultimo assalto alle difese di Fiordiligi. Le poste sono diventate dolorosamente reali, e la linea tra gioco ed emozione genuina si è completamente dissolta.

La resa di Fiordiligi
Fiordiligi fa un disperato ultimo tentativo: decide di travestirsi con l'uniforme militare di Ferrando e andare al fronte per unirsi a Guglielmo, dimostrando la sua fedeltà attraverso un'azione eroica. Ma mentre si allaccia la spada, appare Ferrando e riversa il suo cuore con una tenerezza così travolgente nel duetto "Fra gli amplessi in pochi istanti" che la sua resistenza alla fine crolla. Le loro voci si intrecciano in uno dei momenti più belli di resa dell'opera, mentre Fiordiligi cede non a un inganno ma a un sentimento genuino. Guglielmo, che osserva in una furia nascosta, è distrutto. Don Alfonso raccoglie le sue vincite e pronuncia il suo verdetto filosofico in "Tutti accusan le donne": tutti incolpano le donne, ma la loro natura è semplicemente il modo del mondo, e l'uomo saggio ride piuttosto che piangere.

The Double Wedding
Don Alfonso e Despina orchestrano un sontuoso banchetto di doppio matrimonio con un'efficienza mozzafiato in "Fate presto, o cari amici," mentre i servitori si affaccendano con fiori e champagne. Le due nuove coppie alzano i loro bicchieri nel brillante brindisi "E nel tuo, nel mio bicchiero," promettendo di annegare le tristezze passate nel vino del nuovo amore, anche se Guglielmo mormora oscuramente che vorrebbe fosse veleno. La celebrazione brilla in superficie, ma sotto, ogni cuore è in conflitto: le sorelle provano un senso di colpa persistente, e gli uomini curano ferite che nessuna quantità di festa può guarire.

The Unmasking
Mentre Despina, ora travestita da notaio, legge ad alta voce i contratti di matrimonio e le sorelle firmano, una lontana marcia militare congela la stanza. Don Alfonso annuncia che il reggimento degli ufficiali è tornato. In un turbine di panico, le sorelle nascondono i loro nuovi sposi, ma Ferrando e Guglielmo riappaiono nei loro uniformi, fingendo stupore di fronte alla scena di festa. 'Scoprono' i contratti, fingono indignazione e chiedono una spiegazione prima di strappare finalmente i loro travestimenti albanesi. Le sorelle, mortificate e imbarazzate, si rendono conto di essere state ingannate fin dall'inizio. Don Alfonso si fa avanti per impartire la sua lezione: "Cosi fan tutte" — così fanno tutte. Piuttosto che adirarsi o disperarsi, consiglia, la via saggia è accettare la fragilità umana, perdonare e amare con occhi aperti. L'opera si conclude con un radioso finale d'insieme in cui tutte e sei le voci si uniscono, celebrando la natura imperfetta, resiliente e, in ultima analisi, perdonante dell'amore.













