De profundis clamavi (do minore), K. Anh.A 22 — Spurio (Johann Georg Reutter)
av Wolfgang Amadeus Mozart

De profundis clamavi in do minore (K. Anh.A 22) è una breve intonazione latina del Salmo 130, a lungo associata a Mozart ma oggi generalmente considerata spuria e attribuibile a Johann Georg Reutter. Non sono noti con certezza né una data né un luogo d’origine, né esiste un autografo mozartiano; ciò che è giunto fino a noi si comprende meglio come una composizione devozionale su testo salmodico, tramandata attraverso fonti e copie successive.[1][2]
Antefatti e contesto
Sebbene l’opera compaia nella più antica catalogazione mozartiana e in alcune edizioni come De profundis clamavi (talvolta con il numero K. 93), oggi la paternità è di norma assegnata a Johann Georg Reutter (spesso indicato negli elenchi moderni come Reutter “il Giovane”), mentre il legame con Mozart si riduce—nel migliore dei casi—alla trasmissione e alla copia, più che alla composizione.[1][3]
As an Amazon Associate we earn from qualifying purchases.
Il testo (Salmo 130, “Dalle profondità”) aveva un ruolo liturgico e devozionale consolidato nella pratica cattolica, il che lo rendeva un veicolo naturale per una musica sacra compatta e funzionale. In questo senso, il brano si inserisce nel più ampio mondo settecentesco che Mozart conosceva—dove copiare, adattare ed estrarre musiche sacre per l’uso locale era prassi comune—anche se la composizione, in quanto tale, va collocata al di fuori del suo catalogo autentico.[1]
Carattere musicale
Ciò che è tramandato sotto K. Anh.A 22 è concepito come un conciso salmo corale per coro misto (SATB) con continuo/organo.[1][4] In do minore, l’intonazione tende a un affetto sobrio e penitenziale: una scrittura corale prevalentemente accordale sostiene una chiara declamazione del latino, mentre la linea di basso e le armonie conferiscono alla musica peso e slancio.
Sul piano stilistico, la pagina lascia intendere un brano funzionale, pensato per la chiarezza liturgica più che per quel gioco di contrasti solistici e per quel colore orchestrale che spesso anima la musica sacra salisburghese autenticata di Mozart. Il risultato è diretto e schietto—efficace nella sua retorica concentrata—ma le sue impronte musicali si accordano con maggiore naturalezza allo stile viennese di Reutter che non alla voce sacra matura di Mozart.[1][2]
[1] IMSLP — De profundis clamavi (Reutter, Georg): authorship note, scoring (SATB & continuo), and source/edition listings formerly attributed to Mozart as K. 93 / K. Anh.A 22
[2] Digital Mozart Edition (Mozarteum) — Neue Mozart-Ausgabe TOC, Series X/28/Abt. 3-5/3: lists *De profundis clamavi* under K. Anh.A 22 among transcriptions/works by various composers (Reutter attribution shown in the TOC)
[3] AllMusic — Work entry noting K. 93 / K. Anh.A 22 as spurious (attributed to Reutter)
[4] CPDL (ChoralWiki) — De profundis (Georg Reutter): notes prior ascription to Mozart K. 93 and continuo accompaniment




