Wiegenlied («Schlafe, mein Prinzchen») in si bemolle maggiore (K. Anh.C 8.48)
볼프강 아마데우스 모차르트 작

La celebre ninna nanna Wiegenlied («Schlafe, mein Prinzchen, schlaf ein», K. Anh.C 8.48) è stata a lungo associata per tradizione a Wolfgang Amadeus Mozart (1756–1791), ma la moderna catalogazione considera errata questa attribuzione e indica invece Bernhard Flies come autore. Restano incerti la data e il luogo d’origine, anche se la dolce melodia strofica del brano è diventata una delle più diffuse “arie mozartiane”.
Antefatti e contesto
Benché per lungo tempo pubblicato ed eseguito sotto il nome di Mozart (spesso come «K. 350»), Schlafe, mein Prinzchen è oggi inserito tra le opere a lui attribuite erroneamente (K. Anh.C 8.48), e la tradizione testuale rimanda a copie e stampe precoci che lo identificano come un Wiegenlied su testo di Friedrich Wilhelm Gotter, «in Musik gesetzt von Flies» (Bernhard Flies). La documentazione superstite citata nel catalogo Köchel del Mozarteum comprende copie databili in senso ampio intorno al 1795–1805 e una stampa precoce del 1828, anziché un manoscritto autografo di pugno di Mozart.[1]
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In termini pratici, ciò significa che il brano non può essere collocato con sicurezza all’interno della produzione liederistica mozartiana di Salisburgo o di Vienna; appartiene invece a una tradizione di ninne nanne più tarda che, nondimeno, nell’Ottocento ha assorbito l’aura di Mozart attraverso edizioni popolari e arrangiamenti.[1]
Carattere musicale
Sulla pagina, il brano è una semplice ninna nanna tedesca strofica per voce e tastiera, concepita perché la stessa musica possa sostenere più strofe.[2] Lo stile è deliberatamente non teatrale: una linea vocale calma, dondolante, con un accompagnamento di sostegno che privilegia il canto legato e una dizione chiara rispetto all’esibizione virtuosistica—proprio quel tipo di Abendlied domestico che ne ha facilitato la circolazione ben oltre il contesto originario.[2]
Sebbene molte esecuzioni moderne trasportino o arrangino liberamente la ninna nanna, il fascino duraturo dell’opera risiede nella sua immediatezza: frasi brevi, cadenze prevedibili e una regolarità rasserenante da canto di culla che invita alla ripetizione—qualità che aiutano a spiegare come un brano modesto possa aver avuto una vita postuma sproporzionata sotto un nome celebre.[2]
악보
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[1] Internationale Stiftung Mozarteum (Köchel-Verzeichnis): KV Anh. C 8.48 entry, including authenticity status and transmission notes citing copies and early print identifying Flies.
[2] IMSLP: Schlafe, mein Prinzchen, schlaf ein (Bernhard Flies) — scoring for voice and piano, strophic text/lyrics, and attribution note (formerly attributed to Mozart).




