K. 73

Sinfonia n. 9 in Do

de Wolfgang Amadeus Mozart

Sinfonia n. 9 in Do
Scuola veronese, attribuito a Giambettino Cignaroli (Salò, Verona 1706-1770), Ritratto di Wolfgang Amadeus Mozart tredicenne, a Verona, 1770.

Composizione e contesto

La Sinfonia n. 9 in Do maggiore, K. 73/75a di Wolfgang Amadeus Mozart fu probabilmente composta nel fine 1769 o all'inizio del 1770, durante o subito prima del primo viaggio in Italia di Mozart. Alcuni studi, tuttavia, suggeriscono una data non precedente all'inizio dell'estate del 1772. Il luogo esatto della composizione resta incerto, sebbene possa essere stata iniziata a Salisburgo e completata durante il soggiorno in Italia. L'opera è la prima delle sinfonie di Mozart in Do maggiore e riflette la sua giovanile assimilazione della prassi sinfonica in stile galante.

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Organico

La sinfonia è orchestrata per: due flauti (impiegati solo nel movimento lento), due oboi, fagotto, due corni in Do, due trombe in Do, timpani, archi (violini primi e secondi, viola, violoncello/contrabbasso) e continuo. Degna di nota è l'inclusione di trombe e timpani accanto ai flauti – una tavolozza relativamente audace per le prime sinfonie di Mozart – che conferisce un carattere più cerimoniale o festoso. Alcune fonti notano che i flauti compaiono solo nell'Andante e che il continuo (clavicembalo o organo) e il fagotto erano tipici strumenti di rinforzo dell'epoca.

Forma e carattere musicale

La sinfonia si articola in quattro movimenti:

Allegro (Do maggiore) – si apre con una fanfara dell'orchestra al completo all'unisono sul Do, seguita da un contrasto tra archi in tremolo e una risposta lirica degli archi; il primo movimento è spesso descritto come avente una struttura bipartita piuttosto che una piena forma-sonata.

Andante (Fa maggiore) – con i flauti al posto degli oboi; corni, trombe e timpani restano silenti, producendo una trama più leggera e intima. Ricorre un motivo a ritmo puntato e la sezione centrale si avventura brevemente in Sol minore.

Menuetto e Trio (Menuetto in Do maggiore; Trio in Fa maggiore) – il Menuetto impiega legni, ottoni e timpani al completo, mentre il Trio è per soli archi, offrendo un contrasto timbrico.

Molto Allegro (Do maggiore) – finale scattante in 2/4, spesso considerato simile a un rondò. Presenta un tema principale ricorrente e sorprende con deviazioni in modo minore.

Sul piano stilistico, l'opera combina l'eleganza galante del primo periodo di Mozart con indizi di maturità orchestrale: fraseggio equilibrato, trame chiare e alcuni spostamenti armonici o tematici audaci, insoliti per un compositore della sua età.

Ricezione ed eredità

Pur essendo raramente eseguita nel repertorio concertistico rispetto alle sinfonie mature successive di Mozart, la K 73 riveste valore per la musicologia come indicazione della voce sinfonica in via di formazione di Mozart. Compare in registrazioni moderne delle sue sinfonie giovanili. Ad esempio, la catalogazione di Neal Zaslaw la mette in rilievo all'interno di Mozart’s Symphonies: Context, Performance Practice, Reception. L'autografo è conservato presso la Biblioteca Jagellonica di Cracovia. Le note interpretative sottolineano l'audacia orchestrale dell'opera—l'impiego di ottoni e timpani a pieno organico da parte di un compositore giovanissimo—e i suoi esperimenti formali (come la forma-sonata meno rigorosa del primo movimento). Alcuni autori osservano che la deviazione in modo minore del finale gioca con le aspettative dell'ascoltatore, prefigurando la successiva inventiva formale di Mozart.

Riferimenti

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