“Per quel paterno amplesso” (K. 73D) — Aria per soprano in si bemolle maggiore
di Wolfgang Amadeus Mozart

Il “Per quel paterno amplesso” (K. 73D) di Mozart è una breve aria per soprano incompiuta (un frammento) in si bemolle maggiore, scritta nel 1766 durante gli anni del suo tour europeo da bambino prodigio. Anche se talvolta viene presentata accanto alla scena successiva “O temerario Arbace!” (K. 79), la K. 73D resta una precoce testimonianza dell’istinto mozartiano per la linea vocale italiana e per il colore orchestrale.
La vita di Mozart in quel periodo
Nel 1766, il decenne Wolfgang Amadeus Mozart (1756–1791) conduceva ancora la vita itinerante del più celebrato prodigio musicale d’Europa, componendo mentre viaggiava con la famiglia. “Per quel paterno amplesso” (K. 73D) appartiene a questa fase di tournée ed è giunta fino a noi solo come lavoro non completato, tramandato in forma frammentaria.[1]
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Carattere musicale
L’aria è in si bemolle maggiore ed è scritta per soprano con orchestra: legni (2 oboi, 2 fagotti), ottoni (2 corni) e archi con linea di basso continuo.[1][2] Il testo italiano è attribuito a Pietro Metastasio, collegandolo alla più ampia prassi settecentesca di mettere in musica versi di opera seria adattabili, per l’uso in concerto o in teatro.[2] Anche in questo stato incompiuto, il brano lascia intravedere la precoce familiarità di Mozart con una linea cantabile per soprano sostenuta da una tavolozza orchestrale luminosa, classicamente in si bemolle maggiore: un apprendistato che di lì a poco avrebbe alimentato direttamente le sue prime opere italiane complete per la scena.
[1] International Mozarteum Foundation (Köchel Verzeichnis): work entry for KV 73D with status (fragment), key, dating, and instrumentation.
[2] IMSLP: “O temerario Arbace, K.79/73d” page (includes “Per quel paterno amplesso”), giving key, approximate year, librettist attribution (Metastasio), and orchestral scoring details.




