K. 247

Divertimento n. 10 in fa maggiore, “Lodron n. 1” (“Lodronische Nachtmusik”), K. 247

par Wolfgang Amadeus Mozart

Miniature portrait of Mozart, 1773
Mozart aged 17, miniature c. 1773 (attr. Knoller)

Il Divertimento n. 10 in fa maggiore (K. 247) di Mozart, composto a Salisburgo nel giugno 1776, è la prima delle sue due Nachtmusiken “Lodron”: una forma raffinata di intrattenimento serale scritta per l’aristocratica famiglia Lodron. Pensato per archi con due corni, condensa la socievolezza della serenata in una chiarezza quasi cameristica e mostra il ventenne Mozart capace di trasformare la musica d’occasione — apparentemente “di sottofondo” — in qualcosa di ben più duraturo.[1])[2]

Antefatti e contesto

A Salisburgo, nella metà degli anni Settanta del Settecento, Wolfgang Amadeus Mozart (1756–1791) era impiegato come musicista di corte alle dipendenze dell’arcivescovo Colloredo, e produceva con regolarità musica sacra accanto a lavori strumentali per occasioni civiche e aristocratiche. La famiglia Lodron — tra le più in vista della nobiltà salisburghese — faceva parte di quel circuito di mecenati e amici per i quali tali musiche potevano essere commissionate o richieste in occasione di feste, onomastici e ritrovi serali.[2]

As an Amazon Associate we earn from qualifying purchases.

Il K. 247 è legato a uno specifico mondo sociale. La contessa Maria Antonia (Antonia) Lodron, nata von Arco, è ricordata come appassionata dilettante di musica, e Mozart scrisse varie opere connesse al suo ambiente familiare, tra cui il celebre Concerto per tre pianoforti in fa maggiore, K. 242 (anch’esso soprannominato “Lodron”). In questo quadro, l’appellativo “Lodronische Nachtmusik” non è tanto un’etichetta romantica nata a posteriori, quanto un autentico indicatore di funzione: musica destinata ad animare una serata — aggraziata, varia e adattabile nelle dimensioni.[2]

Il fatto che il K. 247 sia rimasto relativamente meno celebre rispetto alle grandi serenate viennesi o a Eine kleine Nachtmusik non deve offuscarne la statura. Il brano esemplifica il genio salisburghese di Mozart nel trasformare generi “d’uso” — divertimento, cassazione, serenata — in opere finemente equilibrate, il cui fascino è inseparabile dall’abilità compositiva.

Composizione e prima esecuzione

Il Divertimento in fa maggiore, K. 247 (spesso chiamato “Divertimento n. 10” e “Erste Lodronische Nachtmusik”) è datato giugno 1776 ed è dedicato alla contessa Lodron.[1][3] Mozart Documents collega inoltre il K. 247 all’onomastico della contessa (13 giugno), citando in questo contesto il divertimento e la marcia che lo accompagna (K. 248).[2]

Un dato concreto di esecuzione rafforza questo quadro: risulta che l’opera sia stata eseguita il 18 giugno 1776 a Salisburgo (in relazione ai festeggiamenti per la contessa). Anche le informazioni d’opera di Henle indicano questa data e questo luogo per la prima esecuzione.[3]

È significativo anche che il K. 247 non sia stato pubblicato in fretta durante la vita di Mozart: IMSLP indica come prima edizione il 1799 (Augusta), il che suggerisce che la prima fase dell’esistenza del brano sia stata segnata dall’uso privato e dalla circolazione manoscritta, prima di approdare al mercato pubblico.[1]

Organico

Il K. 247 è un divertimento per archi con due corni — un organico tipico della Salisburgo “all’aperto” e d’occasione, capace di risultare festoso senza richiedere l’intero gruppo di fiati di una grande serenata.[1]

  • Ottoni: 2 corni
  • Archi: 2 violini, viola, basso (di norma realizzato come violoncello e contrabbasso, a seconda delle forze disponibili)

I corni fanno più che “decorare” la trama sonora. In fa maggiore rafforzano naturalmente la luminosità a cielo aperto della musica, punteggiando le cadenze, dando slancio ai tuttis e conferendo un’aura cerimoniale ai movimenti di danza — esattamente quel tipo di colore che aiuta un divertimento in più tempi a reggere l’attenzione variabile di un’intera serata.

Forma e carattere musicale

IMSLP elenca sette movimenti — indizio, già di per sé, che si tratta di musica d’intrattenimento nel senso più tradizionale: una sequenza “a suite” di affetti e funzioni sociali a contrasto (apertura veloce, movimento(i) lento(i) lirico(i), minuetti e un finale rapido).[1]

  • I. Allegro
  • II. Andante grazioso
  • III. Menuetto – Trio
  • IV. Adagio
  • V. Menuetto – Trio
  • VI. Andante
  • VII. Allegro assai[1]

Uno spirito da serenata in dimensioni cameristiche

Ciò che rende il K. 247 peculiare nel catalogo salisburghese dei divertimenti mozartiani è la sua misura: ha un respiro “da serenata” per ampiezza (due minuetti, tre pannelli orientati al lirismo, uno scatto conclusivo vivace), ma è concepito per un organico relativamente intimo. Questo equilibrio permette a Mozart di scrivere con l’orecchio del camerista, attento alla conversazione delle parti — i violini che si scambiano motivi, le voci interne che danno mordente armonico — mentre i corni incorniciano l’insieme con una retorica festiva.

As an Amazon Associate we earn from qualifying purchases.

I movimenti lenti come centro interiore dell’opera

La sequenza di Andante grazioso, Adagio e, più avanti, Andante conferisce al brano un cuore lirico insolitamente generoso. In un genere spesso trattato come leggero, Mozart si prende tempo per una scrittura cantabile e per un respiro armonico accurato: l’idea di “musica notturna” qui riguarda meno il mistero e più la naturalezza, il calore e un’eleganza coltivata — musica fatta per l’ascolto oltre che per creare atmosfera sociale.

Movimenti di danza con personalità, non di routine

I due minuetti (III e V) ancorano l’identità sociale del divertimento, ma la scrittura di Mozart di solito rifugge la pura formula: il ritmo delle frasi è vigile, le cadenze vengono ritardate con gioco o rinforzate, e le sezioni di trio (per tradizione un contrasto più intimo) possono suonare come un cambio di luce nella stessa stanza. In esecuzione, questi movimenti spesso mostrano quanto strettamente Mozart leghi la danzabilità alla logica motivica.

Un finale che si guadagna la sua brillantezza

L’Allegro assai conclusivo chiude l’opera con quel tipo di guizzo, rapido e scintillante, atteso alla fine di una serenata o di un divertimento — musica che rimette in moto la serata. L’obiettivo non è il dramma sinfonico, ma la spinta, lo scintillio e un cordiale senso di compiutezza.

Ricezione e eredità

Il K. 247 appartiene alla linea delle pagine salisburghesi “d’occasione” di Mozart che, con il tempo, sono state riascoltate come qualcosa di più di un semplice sfondo funzionale. La pubblicazione postuma nel 1799 indica la capacità dell’opera di sopravvivere alla specifica celebrazione Lodron per cui era stata concepita.[1]

Esecutori e ascoltatori di oggi possono collocarla anche in una sequenza locale rivelatrice: nel 1776 Mozart produsse a Salisburgo, accanto alla musica sacra, un notevole gruppo di lavori strumentali — serenate per grandi festività pubbliche e, insieme, divertimenti di scala più ridotta per committenti privati. Il K. 247 lo mostra mentre affina la tradizione della serenata a una “misura umana”, dove ogni voce conta e il fascino è inseparabile da equilibrio e dettaglio.

Perché merita attenzione oggi? Perché ci restituisce Mozart a vent’anni — già maestro del tempo teatrale e della grazia melodica — all’opera dentro un genere sociale, che egli eleva con discrezione. Ascoltata con cura, la “Prima Nachtmusik Lodron” non è una piccola bagattella, ma un ritratto della vita musicale salisburghese reso con arte consumata: festosa e al tempo stesso intima, pubblica nel tono ma privata nell’indirizzo, e continuamente inventiva nelle sue svolte di fraseggio.

As an Amazon Associate we earn from qualifying purchases.

[1] IMSLP: Divertimento in F major, K. 247 — movements, date (June 1776), dedication, scoring, first publication (1799).

[2] Mozart Documents (Edge & Black, eds.): entry discussing Countess Antonia Lodron and Mozart’s “Lodron” works (name-day context; K. 247 with March K. 248).

[3] G. Henle Verlag work page: March K. 248 / Divertimento K. 247 (“First Lodron Night Music”) — notes name-day purpose and first performance date (18 June 1776, Salzburg).