Canone in mi bemolle maggiore per 3 soprani e basso (K. 696)
de Wolfgang Amadeus Mozart

Il Canone in mi bemolle maggiore per 3 soprani e basso (K. 696) di Mozart è un esempio compatto e sapientemente rifinito della sua scrittura canonica viennese, composto nel 1785–86 quando aveva 29 anni. Pur di dimensioni contenute, ripaga l’ascolto per il modo in cui fonde il far musica in società con un autentico mestiere contrappuntistico.
Antefatti e contesto
I canoni di Mozart occupano un angolo peculiare della sua produzione: brani brevi, spesso d’occasione, destinati alla musica domestica, ma non di rado composti con la stessa prontezza d’ingegno che anima le opere maggiori degli anni viennesi. Il catalogo Köchel registra il Canone in mi bemolle maggiore per 3 soprani e basso come K. 696 e lo data a Vienna, 1785–86—proprio il periodo in cui Mozart realizzava anche ampie dichiarazioni pubbliche, come i celebri concerti per pianoforte della metà degli anni Ottanta.[1]
A differenza di molti canoni mozartiani la cui fortuna postuma è intrecciata a successive edulcorazioni, contrafacta o questioni di paternità, il K. 696 è considerato nel Köchel-Verzeichnis del Mozarteum un’opera autentica, completa e pervenuta.[1] A renderlo particolarmente interessante è l’organico: tre voci acute sopra una linea di basso (basso), il che suggerisce non solo una tessitura vocale autosufficiente, ma anche una situazione esecutiva flessibile, in cui un cantante di basso (o uno strumento grave) potrebbe sorreggere la trama imitativa.
Testo e composizione
Il profilo catalografico di base è insolitamente chiaro sui punti essenziali, pur restando muto sui dettagli sociali: l’opera è in mi bemolle maggiore ed è trasmessa (almeno in una fonte superstite) come una “Abschrift” (copia) descritta come “Canone a 3 Voci col Basso Continuo, copiato dall’originale di Mozart.”[1] La stessa voce del Mozarteum indica l’assetto vocale semplicemente come quattro parti (V1–V4), coerente con la descrizione consueta “per 3 soprani e basso.”[1]
Per interpreti e curatori, il punto di partenza più affidabile è la Neue Mozart-Ausgabe (NMA), che include il K. 696 nella Serie III, Gruppo di opere 10 (Kanons), a cura di Albert Dunning (1974) e disponibile tramite la Digital Mozart Edition.[2] Poiché i canoni spesso circolano in copie prive di contesto (e talvolta con testi aggiunti in seguito o sostituiti), consultare il testo musicale della NMA e la relativa documentazione critica è il modo più sicuro per chiarire che cosa, esattamente, sia giunto fino a noi e che cosa sia invece un’inferenza editoriale.[3]
Carattere musicale
A un primo sguardo, il K. 696 incarna un paradosso mozartiano: è musica “piccola” che pensa in termini “grandi”. Un canone è, in linea di principio, un gioco rigoroso—una linea melodica inseguita da altre a intervalli temporali fissi—eppure i migliori canoni di Mozart fanno sembrare quella disciplina naturale, persino conviviale. Nel K. 696 la sonorità luminosa ed equilibrata del mi bemolle maggiore (una tonalità che Mozart usa spesso per calore e ampiezza) aiuta a far percepire il contrappunto come socievole più che scolastico.
Voci e tessitura (guida pratica all’ascolto):
- Voci superiori (3 soprani): le entrate imitate creano la scintilla del canone; l’ascoltatore può seguire come la stessa idea venga via via “rincorniciata” man mano che appare in momenti diversi.
- Basso (e *basso continuo* implicito): la parte di basso fonda l’armonia e chiarisce le cadenze, rendendo il brano piacevolmente eseguibile anche quando le linee superiori sono strettamente intrecciate.[1]
Ciò che, in definitiva, raccomanda il K. 696 non è la novità ma la raffinatezza: mostra come Mozart sapesse comprimere il pensiero contrappuntistico in una miniatura che continua a suonare come una vera conversazione musicale. Ascoltato accanto ai canoni più noti, amplia l’immagine delle miniature vocali viennesi di Mozart—non semplici scherzi o esercizi pedagogici, ma parte viva della sua prassi compositiva, in cui mestiere e socialità s’incontrano sulla tela più piccola possibile.[1]
[1] International Mozarteum Foundation, Köchel-Verzeichnis entry for KV 696 (dating, key, status, transmission, source description, instrumentation).
[2] Digital Mozart Edition (DME), NMA III/10 *Kanons* (Albert Dunning, 1974) — table of contents showing K. 696 within the NMA canon volume.
[3] Digital Mozart Edition (DME), *Kritischer Bericht* (Critical Report) for NMA III/10 *Kanons* (context for editorial/source issues in the canon volume).