K. Anh.H 11,19-26

2 Canoni in fa per 3 voci all’unisono; 14 Canoni in fa per 2 voci all’unisono (K. Anh.H 11,19–26)

di Wolfgang Amadeus Mozart

Unfinished portrait of Mozart by Lange, 1782-83
Mozart, unfinished portrait by Joseph Lange, c. 1782–83

L’insieme noto come 2 Canoni in fa per 3 voci all’unisono; 14 Canoni in fa per 2 voci all’unisono (K. Anh.H 11,19–26; tramandato anche come K. 508a) è un piccolo gruppo di canoni vocali a cappella associati alla Vienna del 1786, quando Mozart aveva 30 anni. Le fonti lo collegano a canoni “d’intervallo” di carattere didattico e all’ambiente di Mozart, sebbene la paternità precisa e l’occasione restino incerte [1].

Antefatti e contesto

Questi canoni appartengono alla cultura conviviale — e talvolta anche pedagogica — del canto di canoni che fiorì nella Vienna di Mozart. Il gruppo viene generalmente datato a dopo il 3 giugno 1786 e collegato a Vienna, collocandolo nello stesso periodo di diversi altri brevi canoni in fa (alcuni esplicitamente connessi a Thomas Attwood, allievo inglese di Mozart) [1]. Nelle moderne liste di riferimento l’insieme è tramandato sotto K. 508a ed è descritto come “2 canoni in fa per tre voci all’unisono” più “14 canoni in fa per due voci all’unisono”, una formula che già lascia intuire una compilazione: da un lato alcune miniature cantabili, dall’altro una sequenza sistematica di esercizi sugli intervalli [2].

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Carattere musicale

Sulla pagina, K. 508a appare meno come un unico “brano” che come un dossier di tecniche canoniche essenziali, senza fronzoli. I due pezzi a tre voci sono canoni “in 1” (all’unisono), la forma più semplice di imitazione rigorosa: si scrive una sola linea e le voci successive entrano con la stessa melodia alla medesima altezza, producendo subito un contrappunto a tre parti con un materiale minimo [1].

La sequenza più ampia è un insieme di Intervallkanons — canoni a intervallo determinato (seconda, terza, quarta, quinta, sesta, settima; sopra e sotto) — in sostanza un catalogo compatto di come un unico soggetto si comporti quando la risposta non avviene all’unisono, ma su un altro grado della scala [1]. In fa maggiore ciò diventa una lezione pratica di consonanza e dissonanza controllata: gli intervalli ravvicinati (seconde e settime) impongono un’attenzione più acuta agli urti sugli accenti e alla loro risoluzione, mentre quarte e quinte stabilizzano naturalmente la trama. Quale che sia l’esatta parte di Mozart nella compilazione, il contenuto musicale è in linea con la sua abitudine viennese di trattare il contrappunto dotto come musica viva, sociale — qualcosa da cantare con la stessa naturalezza con cui lo si può “risolvere”.

[1] Digital Mozart Edition (Mozarteum): Neue Mozart-Ausgabe, NMA III/10 “Canons” table of contents—entries for K. 508a including the “two canons” and “fourteen interval canons,” dated after 3 June 1786.

[2] IMSLP work page: “Canons for 2 or 3 Voices, K.508a” — basic cataloging, scoring, and overview of the compilation as transmitted under K. 508a.