K. 508a

14 canoni d’intervallo in fa maggiore (K. 508a)

von Wolfgang Amadeus Mozart

Unfinished portrait of Mozart by Lange, 1782-83
Mozart, unfinished portrait by Joseph Lange, c. 1782–83

I 14 Intervallkanons (K. 508a) di Mozart sono canoni a cappella compatti in fa maggiore, raccolti a Vienna nel 1786, quando il compositore aveva 30 anni. Pur facilmente trascurabili accanto alle opere e ai concerti dello stesso anno, questi “canoni d’intervallo” offrono uno sguardo rivelatore sul piacere di Mozart per il contrappunto rigoroso trasformato in musica da fare in compagnia.

Antefatti e contesto

La Vienna del 1786 la si ascolta spesso attraverso i trionfi pubblici: Le nozze di Figaro in teatro, i concerti per tastiera in sala, la musica da camera per intenditori. Eppure Mozart coltivava anche una vita musicale più intima — musica pensata per amici, allievi e ritrovi conviviali. I suoi canoni appartengono a questa sfera, scritti per piccoli gruppi che si divertivano con l’enigma di una sola linea capace di generare un tessuto polifonico completo.

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Il catalogo Köchel (nella numerazione moderna) identifica K. 508a come un gruppo di canoni in fa maggiore per “2 voci in 1” (cioè un canone a due parti ricavato da un’unica parte scritta) e li colloca a Vienna dopo il 3 giugno 1786 [1]. Nella Neue Mozart-Ausgabe (NMA), questi canoni d’intervallo sono trattati come un insieme distinto all’interno del repertorio dei canoni, accanto ad altri esperimenti canonici e a fonti correlate dello stesso periodo [2].

Testo e composizione

Sono “canoni d’intervallo” in senso pratico: ogni miniatura è definita dall’intervallo al quale entra la voce che segue (per esempio, alla settima inferiore), facendo dell’intervallo stesso il vincolo compositivo e il punto di riferimento dell’ascoltatore. I canoni non sono concepiti come numeri drammatici con un testo narrativo; funzionano piuttosto come studi di contrappunto che si possono cantare come vocalise o con sillabe estemporanee. Un’avvertenza di edizione moderna basata sulla NMA nota esplicitamente che i canoni non hanno testo sottoposto (keine Textunterlegung) e sono notati con coerenza in fa maggiore, mantenendo la scrittura entro un’estensione vocale comoda e “normale” per dilettanti [3].

Quanto alla trasmissione, K. 508a è ben catalogato e ampiamente diffuso in edizioni collettive e biblioteche; IMSLP, per esempio, registra il lavoro come “Canons for 2 or 3 Voices, K.508a,” riflettendo la realtà archivistica più ampia per cui i pezzi canonici di Mozart spesso sopravvivono in gruppi, più che come pubblicazioni isolate di tipo “opus” [4].

Carattere musicale

Ciò che rende K. 508a distintivo non è un “valore da motivo memorabile”, ma l’eleganza con cui Mozart fa suonare naturale il vincolo. Ogni canone è una piccola lezione di condotta delle voci: la parte guida deve essere cantabile e compiuta in sé, e al tempo stesso generare un’armonia pulita quando è rispecchiata a una distanza e a un tempo determinati. È contrappunto come conversazione — rapido, incisivo e spesso arguto nelle implicazioni, anche senza parole.

Sceglie il fa maggiore, tonalità che nelle sue opere strumentali è associata a calore e chiarezza e (come hanno osservato i curatori) che aiuta a mantenere l’ambitus entro limiti gestibili per voci ordinarie [3]. Ne risulta una musica che ricompensa due diversi tipi di attenzione:

  • come un gioco esecutivo pratico (cantori che sperimentano come l’imitazione rigorosa “si incastri” al suo posto), e
  • come una finestra sull’artigianato di Mozart, in parallelo con le più celebri opere viennesi di ampio respiro del 1786.

In conclusione, gli Intervallkanons meritano attenzione proprio perché si collocano all’incrocio tra studio e piacere. Ci ricordano che la padronanza mozartiana della tecnica dotta non era riservata ai grandi finali e al contrappunto sacro; poteva animare anche le forme più minute, pensate per amici, stanze e la pura soddisfazione di far combaciare le voci.

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[1] Wikipedia — Köchel catalogue entry noting K. 508a (14 canons in F for 2 voices in 1), dated after 3 June 1786, Vienna.

[2] Digitale Mozart-Edition (Mozarteum) — New Mozart Edition (NMA) Series III/10: Canons, English introduction (context and source discussion for interval canons).

[3] Stretta Music — editorial note (based on NMA) stating the 14 interval canons have no text underlay and are notated in F major to keep within a normal vocal range.

[4] IMSLP — “Canons for 2 or 3 Voices, K.508a” page (work identification and access to scores).