
La mostra mozartiana della Morgan Library del 2026 riunisce prestiti da Salisburgo e manoscritti newyorkesi, mettendo davanti ai visitatori gli strumenti e le partiture che hanno plasmato Mozart.
La Morgan Library & Museum ha inaugurato Wolfgang Amadeus Mozart: Treasures from the Mozarteum Foundation of Salzburg a New York City, in programma dal 13 marzo al 31 maggio 2026 e incentrata proprio sugli strumenti e sui manoscritti che hanno scandito la vita di lavoro di Mozart. The Morgan Library & Museum presenta la mostra in collaborazione con la Mozarteum Foundation, definendola un prestito transatlantico di riferimento del materiale salisburghese. New York Social Diary ne sottolinea la portata come una “mostra epocale”.
Al cuore dell’esposizione ci sono il violino Costa appartenuto a Mozart e il suo clavicordo, che attraversano per la prima volta l’Atlantico insieme a ritratti, lettere e oggetti domestici provenienti da Salisburgo. The Morgan Library & Museum osserva che a questi reperti personali si affiancano partiture autografe provenienti dalle proprie collezioni, inclusi importanti manoscritti sinfonici, concertistici e operistici. Per la prassi esecutiva mozartiana, la possibilità di vedere il violino Costa accanto alle prime sonate per violino e ad arie d’opera costituisce una testimonianza insolitamente concreta di come un singolo strumento fisico abbia canalizzato tanto la musica domestica quanto il virtuosismo pubblico.
Il team curatoriale, guidato da Robinson McClellan, Mary Flagler Cary Curator of Music Manuscripts and Printed Music della Morgan, lavora in collaborazione con gli studiosi del Mozarteum Armin Brinzing e Linus Klumpner, tra gli altri, per inquadrare la vita di Mozart in due “capitoli” domestici: la casa salisburghese con Leopold e Nannerl e i successivi anni viennesi con Constanze. The Morgan Library & Museum sottolinea che la mostra segue non solo la produzione creativa, ma anche la consapevole costruzione postuma del mito familiare, mentre Nannerl e Constanze plasmarono gli archivi che sarebbero diventati l’attuale Mozarteum.
Per i visitatori abituati a incontrare Mozart attraverso facsimili o strumenti moderni, la Morgan aggiunge una dimensione sonora fondamentale con concerti collegati, tra cui un programma andato esaurito in cui Sonnambula esegue brani cameristici sul violino Costa stesso. Ai partecipanti di questi eventi viene esplicitamente proposto di passare dalla galleria alla sala da concerto, annullando la distanza tra l’oggetto d’archivio e l’artefatto che risuona.
Per i mozartiani di New York, il messaggio è chiaro: si tratta di una convergenza irripetibile, una volta per generazione, tra il nucleo archivistico di Salisburgo e una delle più importanti collezioni statunitensi di manoscritti mozartiani. Con la chiusura confermata al 31 maggio 2026, la finestra per lo studio e l’ascolto in prima persona è breve e difficilmente verrà riproposta a breve.