Aquinas Piano Trio in programma Mozart K. 564 al Wigmore

By Al Barret 9 apr 2026
Performer
Calouste Gulbenkian Museum, Lisbon, Portugal Material :Oil on canvas Collection: Mrs Seymour Trower Collection, acquired by Calouste Gulbenkian, trough Colnaghi from Christies (1921)
Calouste Gulbenkian Museum, Lisbon, Portugal Material :Oil on canvas Collection: Mrs Seymour Trower Collection, acquired by Calouste Gulbenkian, trough Colnaghi from Christies (1921)

Si prevede che l’Aquinas Piano Trio apra un recital alla Wigmore Hall il 3 maggio 2026 con l’ultimo trio con pianoforte di Mozart, K. 564, mettendolo in prospettiva accanto agli eredi romantici per i mozartiani attenti alla musica da camera.

Il previsto recital dell’Aquinas Piano Trio il 3 maggio 2026 a Londra alla Wigmore Hall dovrebbe aprirsi con il Trio con pianoforte in sol maggiore K. 564 di Wolfgang Amadeus Mozart, ultimo lavoro del compositore nel genere e naturale punto di riferimento per gli ascoltatori di musica da camera sensibili a Mozart. La posizione dell’ensemble come presenza abituale al Wigmore è stata ribadita dal coffee concert del 2 marzo 2025, in cui la sala ha richiamato l’elogio di The Strad per l’“ensemble impeccabile e … vivace intelligenza” del gruppo.

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Per chi segue lo stile tardo di Mozart, il K. 564 offre una prospettiva concentrata sulla stessa creatività del 1788 che produsse le ultime tre sinfonie e il Trio con pianoforte in mi maggiore K. 542, ma in una cornice più intima e con il pianoforte in primo piano.

La sua struttura in tre movimenti — Allegro, Andante in do, Allegretto — mantiene le trame leggere senza mai risultare banali, invitando violino e violoncello a ruoli via via più dialoganti.

Ascoltare questo equilibrio nell’acustica focalizzata del Wigmore dovrebbe attirare chi ama sedersi vicino e seguire le voci interne.

L’Aquinas – la violinista Ruth Rogers, la violoncellista Katherine Jenkinson e il pianista Martin Cousin – recentemente ha accostato al Wigmore trii di Beethoven e Mendelssohn, usando come filo curatoriale la cerniera fra Classicismo e Romanticismo. Si prevede che il programma 2026 proceda nello stesso senso, ponendo di fatto l’ultimo trio di Mozart in testa a una linea che conduce verso la più ampia retorica romantica del trio con pianoforte sviluppatasi in seguito.

Per gli specialisti mozartiani, questa cornice è importante. Invita ad ascoltare il K. 564 non come un delicato pezzo d’epoca, ma come un punto di partenza: in che modo il suo limpido lavoro tematico e le trame guidate dal pianoforte anticipano i primi trii op. 1 di Beethoven e l’op. 49 di Mendelssohn, e dove i compositori successivi spingono oltre il modello mozartiano di equilibrio. Il recital dovrebbe ripagare chi è incline a portare la partitura, ad ascoltare queste continuità e a considerare il Wigmore del 3 maggio 2026 come una compatta giornata di studio sull’evoluzione del trio con pianoforte.