Sonata per violino in la maggiore (K. Anh.C 23.07) — un falso “Mozart” di Hermann Friedrich Raupach
de Wolfgang Amadeus Mozart

La Sonata per violino in la maggiore (K. Anh.C 23.07) è giunta nella tradizione successiva sotto il nome di Mozart, ma oggi è considerata spur ia e attribuita invece a Hermann Friedrich Raupach [1] [2]. La data e il luogo di composizione non sono noti con certezza, e la si ascolta al meglio come una sonata per tastiera e violino di metà Settecento che incrocia il “circolo” mozartiano attraverso le vicende di copia e di ricezione.
Antefatti e contesto
K. Anh.C 23.07 ha circolato a lungo in cataloghi ed edizioni come sonata “di Mozart” (in precedenza numerata K. 61); tuttavia, le moderne liste di riferimento la descrivono come spur ia e la assegnano a Hermann Friedrich Raupach [1] [2]. La catena di attribuzioni giunta fino a noi non consente di collocarla con sicurezza nella vita di Mozart, a una determinata età o in un luogo specifico; l’opera appartiene piuttosto al più ampio mercato settecentesco delle sonate a due per uso domestico: musica pensata per essere eseguita in casa, con la tastiera in ruolo predominante e il violino incaricato di aggiungere colore, dialogo e brillantezza.
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Carattere musicale
Quanto all’organico, il brano segue l’accoppiata tipica tardo-barocca/primo-classica di violino e tastiera (spesso pubblicata come “sonata per violino”, benché la tastiera sostenga di norma il principale discorso tematico e armonico). La raccolta Op. 1 di sonate per violino di Raupach—disponibile in facsimile moderno e in parti—colloca questa sonata in la maggiore tra lavori che privilegiano una melodia periodica e nitida, semplici figurazioni d’accompagnamento e piani tonali lineari, adatti ad amatori di buona competenza [3]. Ascoltata accanto alle sonate autentiche per violino e tastiera di Mozart, K. Anh.C 23.07 non presenta quella caratteristica parità dialogica né la rapidità “quicksilver” nelle svolte armoniche che contraddistinguono Mozart al suo meglio; il suo interesse risiede piuttosto nell’eleganza del lavoro di superficie e in una scrittura idiomatica che illumina quel tipo di repertorio che Mozart incontrò, copiò, arrangiò e—talvolta—assorbì strategicamente nel proprio primo linguaggio strumentale [2].
[1] IMSLP — List of Mozart compositions by genre (entry lists K. 61 = Anh.C 23.07 as spurious, by Hermann Friedrich Raupach)
[2] Wikipedia — Hermann Friedrich Raupach (notes the A-major piano-and-violin sonata misattributed to Mozart as K.61/Anh.C 23.07, and its attribution to Raupach)
[3] IMSLP — Raupach: 6 Violin Sonatas, Op. 1 (source for the Op.1 set context and availability)




