
- Numero Köchel
- K9 543 | K6 543
- Genere
- Musica orchestrale
- Forma
- Sinfonie
- Tonalità
- E Flat Major
- Data
- 26 Giugno 1788
- Luogo
- Vienna
- Età
- 32
La Sinfonia n. 39 in mi bemolle maggiore di Mozart, K. 543, fu completata il 26 giugno 1788. Apre il trittico delle sue ultime tre sinfonie, seguita dalle nn. 40 e 41. Scoprite la grandiosa introduzione, i quattro movimenti e l’uso distintivo dei clarinetti.
Contesto e inquadramento: Nell’estate del 1788, Mozart, trentaduenne, viveva a Vienna in un periodo turbolento. All’inizio di quell’anno l’Impero austriaco (sotto l’imperatore Giuseppe II) era entrato nella guerra austro-turca, richiamando molti nobili al servizio militare e riducendo il pubblico dei concerti viennesi[1][2]. Mozart stesso era un compositore-interprete freelance di successo, ma la guerra e la stagnazione economica avevano compromesso le sue entrate[1]. Progettò con ottimismo una serie di concerti estivi, ma alla fine dovette annullarli[1][3]. Nonostante queste difficoltà (e persino una tragedia personale – la sua giovane figlia morì pochi giorni dopo che ebbe completato quest’opera[3]), Mozart sfruttò il tempo liberato per riversare energie nella composizione. In appena sei settimane, tra giugno e agosto 1788, scrisse le sue ultime tre sinfonie. La Sinfonia n. 39 (K. 543) fu completata il 26 giugno 1788[4] come prima di questo trittico; Mozart terminò poi la n. 40 il 25 luglio e la n. 41 (“Jupiter”) il 10 agosto[5][6]. (Alcuni studiosi considerano questi tre lavori una sorta di trittico o “trilogia monumentale”[7].) Il mondo del 1788 era alla vigilia di grandi cambiamenti: le idee dell’Illuminismo circolavano mentre l’Europa scivolava verso sommovimenti politici – e lo stile maturo di Mozart era insolitamente audace per il suo tempo[8]. In effetti, i commentatori osservano che il pubblico del tardo Settecento si aspettava in genere sinfonie “piccole e leggere”, per cui le trame ricche e la profondità emotiva di Mozart in questi lavori risultavano del tutto nuove[8].
Composizione e prima esecuzione: Non è nota alcuna commissione specifica per la K. 543. Mozart probabilmente la scrisse per uno dei concerti viennesi da lui programmati, ma la serie fu annullata per le scarse vendite di biglietti[3]. Non risulta che sia stata eseguita durante la sua vita (Mozart pare abbia distribuito le parti d’orchestra, segno che sperava fosse ascoltata[9], ma non è giunta alcuna testimonianza di un concerto). La prima esecuzione documentata avvenne dopo la sua morte – in un concerto commemorativo mozartiano ad Amburgo, nel marzo 1792 – dove un testimone oculare descrisse l’inizio come “così maestoso… che perfino l’ascoltatore più freddo e insensibile… si mise tutto orecchi”[10]. Questo resoconto sottolinea quanto la grandiosa apertura dell’opera colpisse i primi ascoltatori.
Organico strumentale
La Sinfonia n. 39 richiede un’orchestra classica più ampia rispetto alle precedenti sinfonie di Mozart. L’organico è:
Legni: 1 flauto, 2 clarinetti (in la e in si♭), 2 fagotti
Ottoni: 2 corni naturali, 2 trombe naturali (in mi♭)
Percussioni: timpani (accordati su mi♭ e si♭)
Archi: primi e secondi violini, viole, violoncelli e contrabbassi
In sostanza, Mozart sostituisce la consueta coppia di oboi con i clarinetti[11]. Per lui era una scelta molto insolita – la K. 543 è l’unica grande sinfonia della vita adulta di Mozart senza oboi[11] – e conferisce al lavoro un suono dei legni ricco e morbido. I clarinetti sono messi in primo piano (un autore dell’epoca lo segnala come il “primo grande impiego orchestrale” dello strumento da parte di Mozart)[12][13]. L’aggiunta di trombe e timpani (che nelle orchestre dell’epoca erano facoltativi) contribuisce a un colore festoso e cerimoniale[14][15]. Nel complesso, l’orchestrazione è flauto, 2 clarinetti, 2 fagotti, 2 corni, 2 trombe, timpani e archi[16][17].
Struttura e carattere musicale
La sinfonia è articolata in quattro movimenti, secondo la forma classica con alcune svolte caratteristiche:
- I. Adagio – Allegro (mi♭ maggiore, 2/2 e poi 3/4): Una grandiosa introduzione in Adagio apre l’opera. È solenne e cromatica, segnata da audaci fanfare degli ottoni e figure discendenti[18][19]. Dopo questa apertura austera, la musica confluisce in un Allegro in forma-sonata[20][18]. Nell’Allegro, Mozart introduce temi principali vivaci (alcuni autori notano, nel secondo gruppo, un tema scintillante “da passeggiata”), con un dialogo serrato tra legni e archi[20]. Il carattere complessivo è insieme maestoso ed energico.
- II. Andante con moto (la♭ maggiore, 2/4): Il secondo movimento è un tempo lento lirico. Si apre con dolcezza, con un tema semplice negli archi[21][22]. Mozart lo tratta in una forma-sonata abbreviata: presenta un tema (ripetendolo con strumentazione variata) ma omette la consueta sezione di sviluppo[21][22]. L’effetto è intimo e cantabile. A metà, l’atmosfera si anima leggermente prima di tornare all’idea principale, tranquilla. La tonalità di la♭ maggiore (la sottodominante di mi♭ maggiore) aggiunge un colore caldo e morbido.
- III. Menuetto: Allegretto – Trio (mi♭ maggiore, 3/4): Questo minuetto è vivace e danzante, con un chiaro accento ternario. Le sezioni esterne del Menuetto sono decise e robuste. La sezione centrale del Trio è particolarmente caratteristica: Mozart la imposta nello stile di un ländler austriaco, danza popolare[23][24]. Qui i legni brillano: i clarinetti (e un flauto) creano un duetto in cui uno intona una melodia semplice e aggraziata sopra gli arpeggi ritmici dell’altro[25][24]. Ne deriva per il Trio un fascino rustico e pastorale. Nel complesso, il minuetto con trio alterna la formalità di corte a un carattere popolare, domestico.
- IV. Allegro (mi♭ maggiore, 2/4): Il finale è un Allegro vivace e brulicante, in forma-sonata. Il tema principale è costruito in larga parte su una scala di mi♭ ascendente e discendente (un po’ come una linea giocosa che sale e scende)[26]. Mozart sviluppa quest’idea con grande slancio e arguzia; la musica è luminosa, assertiva e ricca di spinta ritmica. È significativo che il movimento non presenti una grande coda convenzionale. Dopo la ripresa, invece di un gesto conclusivo solenne, Mozart porta la sinfonia a una chiusura sommessa. Le ultime battute si spengono semplicemente su una scala discendente di mi♭ maggiore[26][27], conferendo alla conclusione un senso di malizia quasi sfrontato (come se il tema avesse “l’ultima parola”[28]).
Accoglienza e fortuna
La Sinfonia n. 39 è da lungo tempo ammirata come una delle grandi opere orchestrali di Mozart. Ironia della sorte, pare che Mozart stesso non l’abbia mai presentata pubblicamente: i previsti “Concerts in the Casino”, dove avrebbe potuto debuttare, furono annullati[3]. Dopo la sua morte, l’opera entrò nell’ascolto pubblico con l’esecuzione amburghese del 1792, dalla quale proviene la celebre reazione dell’ascoltatore (citata sopra) che lodava l’apertura “maestosa”[10].
Oggi la Sinfonia in mi♭ maggiore è un caposaldo del repertorio concertistico. Critici e storici la definiscono spesso un capolavoro dello stile classico. Il giornalista Andrew Clements osserva che le ultime tre sinfonie di Mozart sono “tra le opere più familiari del repertorio sinfonico”[29], e molti programmi da concerto affiancano la n. 39 alle nn. 40 e 41. Gli ascoltatori moderni continuano a trovarne la musica potente: ancora oggi “la maestosa introduzione… conserva un potere di fascinazione”[30]. La ricchezza dei legni e la strumentazione innovativa (soprattutto l’impiego dei clarinetti) influenzarono la scrittura orchestrale di compositori successivi. Alcuni analisti contemporanei, come il direttore Nikolaus Harnoncourt, hanno persino ipotizzato che Mozart concepisse le nn. 39–41 come una trilogia unitaria (con l’Adagio iniziale della n. 39 quasi come un’ouverture)[7].
In sintesi, la Sinfonia n. 39 riflette il genio maturo di Mozart: unisce grandiosità cerimoniale, lirismo caldo e un dramma inventivo. Occupa un posto sicuro nell’eredità musicale, eseguita ampiamente in concerto e in registrazione. I suoi temi memorabili e le caratteristiche insolite (come l’introduzione lenta e la scrittura per clarinetti) continuano ad affascinare il pubblico e a offrire uno sguardo sull’ultimo periodo creativo di Mozart[11][30].
Fonti
Sources
Authoritative program notes, historical accounts and musicological studies[4][20][10][11][31].
[1] [8] [9] [11] [16] [19] [25] [28] Symphony No. 39 in E-flat, K. 543, Wolfgang Amadeus Mozart
https://www.laphil.com/musicdb/pieces/3981/symphony-no-39-in-e-flat-k-543
[2] 1788-1791: Austro-Turkish War | Mozart & Material Culture
https://mmc.kdl.kcl.ac.uk/entities/event/austro-turkish-war/
[3] [18] [22] [24] Mozart: Symphony No 39 | Indianapolis Symphony Orchestra
https://www.indianapolissymphony.org/backstage/program-notes/mozart-symphony-no-39/
[4] [5] [17] [20] [21] [23] [26] Symphony No. 39 (Mozart) - Wikipedia
https://en.wikipedia.org/wiki/Symphony_No._39_(Mozart)
[6] [13] Mozart's 8 Most Popular Symphonies on YouTube Ranked
https://interlude.hk/the-8-most-viewed-mozart-symphonies-on-youtube/
[7] [29] [31] Mozart: The Last Symphonies review – a thrilling journey through a tantalising new theory | Wolfgang Amadeus Mozart | The Guardian
https://www.theguardian.com/music/2014/jul/23/mozart-last-symphonies-nikolaus-harnoncourt-review
[10] [15] [27] [30] Mozart’s Symphony No. 39 in E-flat Major: Majestic and Celebratory – The Listeners' Club
[12] [14] Symphony No. 39 in E♭ major, K. 543 - Tucson Symphony Orchestra
https://www.tucsonsymphony.org/program-notes/mozart/symphony-39/