Sei Trii per due violini e violoncello (perduti), K. 645
av Wolfgang Amadeus Mozart

I Sei trii per due violini e violoncello di Mozart (K. 645) risultano elencati come un ciclo del 1768, quando aveva dodici anni, ma la musica è andata perduta. In assenza di una partitura superstite con cui verificare stile e fattura, l’attribuzione è da considerarsi con ogni probabilità dubbia, anche se la voce continua a comparire nelle sintesi dei cataloghi moderni.
Cosa si sa
Nel Köchel-Verzeichnis della International Mozarteum Foundation, K. 645 è registrato come Six Trios for 2 violins and violoncello: un “lavoro completato” di cui la trasmissione è perduta; la datazione è genericamente al 1768 (senza indicazione del luogo). [1] In altri termini, ciò che sopravvive con certezza nelle moderne fonti di riferimento è soltanto il titolo con l’organico.
Poiché non è conservata alcuna musica, le questioni di autenticità non possono essere verificate confrontandole con le composizioni giovanili note di Mozart dello stesso periodo; di conseguenza, è più prudente considerare il ciclo come un lavoro perduto di autenticità dubbia (forse un’errata attribuzione in antichi elenchi, oppure una confusione con altri piccoli brani per archi). Il quadro generale, sul piano degli studi, è analogo a quello di altre attribuzioni mozartiane “spurie o dubbie”: opere possono circolare con il nome di Mozart in cataloghi e copie, mentre analisi successive possono lasciare irrisolta la paternità. [2]
Contenuto musicale
Non risulta sopravvissuto alcun manoscritto né alcuna stampa antica di K. 645, e nella consueta voce di catalogo online non sono disponibili incipit (battute iniziali); di conseguenza, non è possibile dire nulla di concreto sulla disposizione dei movimenti, sul piano delle tonalità o sul carattere tematico, oltre all’organico indicato per due violini e violoncello. [1]
[1] International Mozarteum Foundation (Köchel-Verzeichnis): KV 645 — Six Trios for 2 violins and violoncello (status, dating, transmission).
[2] Wikipedia: overview of Mozart works of spurious or doubtful authenticity (context for doubtful attributions).