K. 464a

Rondò per quartetto d’archi in la maggiore (frammento), K. 464a

ヴォルフガング・アマデウス・モーツァルト作

Unfinished portrait of Mozart by Lange, 1782-83
Mozart, unfinished portrait by Joseph Lange, c. 1782–83

Il Rondò per quartetto d’archi in la maggiore (K. 464a) di Mozart è un movimento incompiuto, dal carattere di finale, composto a Vienna e datato 11 gennaio 1785, giunto fino a noi soltanto come breve frammento in partitura corta. Probabilmente collegato al Quartetto per archi in la maggiore, K. 464, offre un rapido scorcio dello stile quartettistico di Mozart a 29 anni: equilibrato, dialogico e già proiettato verso archi formali più ampi.

Antefatti e contesto

All’inizio del 1785, Wolfgang Amadeus Mozart (1756–1791) era all’apice della sua carriera viennese, intento a scrivere ambiziosa musica da camera accanto ai concerti per pianoforte che lo resero celebre nella vita concertistica della città. Il movimento di quartetto in la (K. 464a) è datato con certezza a Vienna all’11 gennaio 1785 ed è tramandato come opera incompiuta per il quartetto d’archi standard (due violini, viola, violoncello) [1].

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Studiosi e catalogatori lo mettono generalmente in relazione con il coevo Quartetto per archi in la maggiore, K. 464—uno dei sei quartetti “Haydn”—considerando K. 464a come un’ipotetica alternativa o un finale aggiuntivo; tuttavia, sulla base delle sole carte superstiti, non è possibile dimostrare quale fosse l’intenzione precisa di Mozart (sostituzione, appendice o abbozzo abbandonato) [1].

Carattere musicale

Ciò che resta è l’avvio di un movimento di tipo rondò: una musica pensata per tornare più volte a un ritornello principale, spingendosi al contempo in episodi contrastanti. Anche in forma frammentaria, la scrittura è chiaramente concepita “in funzione del quartetto” più che in senso solistico: i motivi passano rapidamente tra le quattro parti, e le voci interne (soprattutto la viola) partecipano all’argomentazione tematica invece di limitarsi a riempire l’armonia—un tratto distintivo dello stile quartettistico maturo di Mozart nella metà degli anni Ottanta del Settecento [1].

In la maggiore, il frammento proietta una sonorità luminosa e aperta, particolarmente adatta a un movimento conclusivo, con ritmi di superficie vivaci e una struttura frasale limpida che lascia intuire l’intenzione di Mozart di puntare a una chiusura cordiale e scorrevole. Tuttavia l’interruzione del testo arriva prima che se ne possa verificare il disegno complessivo: non sappiamo quanto Mozart intendesse bilanciare ritornello ed episodi, né come (o se) pensasse di integrare questo movimento con il finale compiuto del K. 464.

[1] International Mozarteum Foundation (KV Online): work entry for K. 464a with dating (Vienna, 11 Jan 1785), instrumentation, and status as uncompleted/extant.