K. Anh.A 53

La “Sinfonia n. 37” in sol maggiore di Mozart — l’introduzione K. Anh.A 53 alla Sinfonia n. 25 di Michael Haydn

沃尔夫冈·阿马德乌斯·莫扎特

Unfinished portrait of Mozart by Lange, 1782-83
Mozart, unfinished portrait by Joseph Lange, c. 1782–83

La cosiddetta Sinfonia n. 37 in sol maggiore (K. Anh.A 53) di Mozart non è, secondo la musicologia moderna, una sinfonia “perduta”, bensì un affascinante ibrido: una breve introduzione lenta di Mozart (scritta nel 1783) anteposta a una sinfonia completa di Michael Haydn (MH 334/Perger 16). Ascoltata per intero, offre uno scorcio raro su come, alla fine del XVIII secolo, la musica circolasse, venisse copiata, riadattata e—talvolta—attribuita erroneamente.

Antefatti e contesto

L’opera a lungo stampata ed eseguita come Sinfonia n. 37 in sol maggiore di Mozart sopravvive come promemoria del fatto che il repertorio dell’età classica non fu sempre tramandato nelle condizioni ordinate che i moderni ascoltatori danno per scontate. Dopo la morte di Mozart, una partitura sinfonica rinvenuta tra le sue carte venne catalogata come sua (entrò nel catalogo Köchel e fu numerata “37” nelle vecchie liste delle sinfonie mozartiane); la ricerca successiva ha però mostrato che i tre movimenti principali sono in realtà la Sinfonia n. 25 in sol maggiore di Michael Haydn (MH 334/Perger 16), completata nel 1783. L’unico contributo autentico di Mozart è una breve, solenne introduzione lenta—un Adagio maestoso—composta per precedere l’Allegro iniziale di Haydn.[1])[2])

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Il fatto che questa combinazione meriti ancora attenzione non dipende soltanto da una curiosità bibliografica. Essa mette in luce la stima di Mozart per Michael Haydn (fratello minore di Joseph Haydn e figura di primo piano a Salisburgo) e illustra un aspetto pratico, orientato all’esecuzione, della vita musicale di Mozart nei primi anni viennesi: scegliere lavori orchestrali esistenti, preparare le parti e costruire un programma aggiungendo un movimento capace di incorniciare l’insieme. Ne risulta un efficace brano “di soglia”: una ventina abbondante di battute di retorica cerimoniale mozartiana che muta il modo in cui l’ascoltatore varca l’ingresso della sinfonia di Haydn.[3]

Composizione e prima esecuzione

Mozart scrisse l’introduzione Adagio maestoso a Vienna nel 1783 (a 27 anni). Nel catalogo Köchel essa è oggi collocata tra i pezzi dubbi/spuri come K. Anh.A 53, proprio perché non si tratta di una sinfonia mozartiana autonoma in quattro movimenti, ma di un’aggiunta al lavoro di un altro compositore.[4]

I movimenti rimanenti appartengono alla sinfonia in sol maggiore di Michael Haydn (MH 334), datata 23 maggio 1783.[2]) Nella vecchia catalogazione e nelle edizioni più datate di Mozart, l’opera combinata figura sotto la numerazione sinfonica mozartiana (da qui “n. 37”), attribuzione poi smentita da studi sulle fonti (spesso collegati al catalogatore di Michael Haydn Lothar Perger, che chiarì l’autografia agli inizi del XX secolo).[1])

In termini pratici, oggi gli esecutori incontrano di solito questo brano in una di due forme: o come sinfonia di Michael Haydn da sola, oppure come sinfonia di Haydn preceduta dall’introduzione di Mozart (la configurazione storicamente influente “n. 37”). La storia editoriale su IMSLP documenta in modo utile per quanto tempo la versione combinata abbia circolato sotto il nome di Mozart.[5])

Organico

Poiché il contributo di Mozart è un’introduzione pensata per innestarsi sul primo movimento di Haydn, essa impiega la stessa orchestra classica della sinfonia sottostante.

  • Legni: 2 oboi
  • Ottoni: 2 corni
  • Archi: violini I e II, viola, violoncello, contrabbasso

Questo organico “snello” è tipico di molte sinfonie salisburghesi/viennesi dei primi anni Ottanta del Settecento: flessibile per compagini di corte e civiche, luminoso in contesti all’aperto o cerimoniali (i corni), e sufficientemente nitido per una scrittura d’archi articolata senza le sonorità più pesanti di trombe e timpani.[1])

Forma e carattere musicale

Ascoltata secondo la tradizione esecutiva (Mozart + Haydn), l’opera consta di quattro movimenti—anche se solo il primo, la prefazione lenta, è di Mozart.

  • I. Adagio maestoso (introduzione di Mozart, K. Anh.A 53)
  • II. Allegro con spirito (Michael Haydn)
  • III. Andante (Michael Haydn)
  • IV. Finale: Presto (Michael Haydn)[1])[2])

I. Adagio maestoso — la cornice di Mozart

L’introduzione di Mozart è breve (circa 20 battute nelle descrizioni moderne), ma dal tono altamente “pubblico”: accordi a blocchi, ritmi puntati e un’andatura retorica che segnala l’ingresso in un argomento orchestrale di peso, più che il rapido alzarsi del sipario tipico di molte aperture sinfoniche di metà secolo.[3]

Ciò che la rende particolare è la sua drammaturgia. Mozart non si limita a offrire un tempo lento neutro; crea un’atmosfera d’attesa—una soglia quasi da ouverture—così che l’Allegro con spirito di Haydn sopraggiunga come scioglimento di una tensione accumulata. Anche per chi conosce l’autografia, l’orecchio avverte un sottile spostamento d’accento: l’introduzione lenta di Mozart suggerisce una grandiosità da concerto viennese, mentre il movimento successivo di Haydn parla in un idioma più direttamente “sinfonico” di matrice salisburghese.

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II–IV. La sinfonia di Michael Haydn (con la soglia mozartiana)

L’Allegro con spirito di Michael Haydn è il vero primo movimento: energico e classicamente equilibrato, con un’economia tematica che si addice all’orchestra contenuta. L’Andante offre contrasto attraverso lirismo e una trasparente scrittura d’archi, mentre il Presto conclusivo porta una brillantezza concisa più che uno sviluppo esteso—un finale che funziona in modo particolarmente efficace dopo il gesto d’apertura, gravido di peso, di Mozart.[2])

In sintesi, il pezzo combinato si può godere su due piani insieme: come una valida sinfonia di Michael Haydn (ancora poco eseguita rispetto al canone viennese più noto) e come un mini caso di studio sulla capacità di Mozart di caratterizzare un’opera con poche battute—un’arte che praticò anche nelle introduzioni operistiche e nelle introduzioni lente di lavori concertistici successivi.

Ricezione e fortuna

La vicenda della “Sinfonia n. 37” è, in sostanza, una storia di ricezione in miniatura. Per decenni la presenza della sinfonia tra i materiali mozartiani favorì l’assunto dell’autografia di Mozart; edizioni e registrazioni consolidarono quella convinzione, e il numero “37” rimase nella programmazione concertistica.[1])

La catalogazione moderna ristabilisce i fatti identificando il vero contributo di Mozart nell’introduzione Adagio maestoso e attribuendo il resto con decisione a Michael Haydn.[4] Eppure la vita continua del brano—spesso tuttora eseguito con l’introduzione mozartiana in testa—suggerisce che l’ibrido possieda una sua logica estetica. L’apertura aggiunta da Mozart non è un mero accessorio: cambia l’impressione iniziale della sinfonia, conferendole un tocco di gravità cerimoniale e un senso dell’occasione che gli ascoltatori accolgono volentieri come un soddisfacente “modo di entrare”.

Per il catalogo di Mozart, K. Anh.A 53 occupa un angolo insolito ma rivelatore: non è né una sinfonia giovanile né un capolavoro della maturità viennese, bensì uno scorcio su Mozart come redattore, arrangiatore e pragmatico musicista da concerto—capace di onorare l’opera di un altro compositore riformulandone con discrezione la retorica. Per Michael Haydn, l’episodio è un complimento a rovescio: la sua sinfonia era abbastanza buona da viaggiare sotto il nome di Mozart, e abbastanza solida da reggere la scena anche dopo che l’autografia è stata finalmente rimessa a posto.

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[1] Wikipedia — overview of the misattributed 'Mozart' Symphony No. 37 in G major and the modern attribution to Michael Haydn with Mozart’s introduction

[2] Wikipedia — Michael Haydn: Symphony No. 25 in G major (MH 334/Perger 16), including date and relationship to Mozart’s introduction

[3] Digital Mozart Edition (Mozarteum) — Neue Mozart-Ausgabe, Series X Supplement, preface PDF containing editorial notes on KV6 Anh.A 53 and the short introduction

[4] Köchel-Verzeichnis (Mozarteum Salzburg) — catalogue entry for the Michael Haydn symphony in G (MH 334) linked with Mozart’s K. Anh.A 53 context

[5] IMSLP — Michael Haydn Symphony No. 25 (MH 334): publication notes and long history of circulation as a Mozart symphony with Mozart’s introduction