La “Die Zufriedenheit” (K. 473) di Mozart: un Lied viennese di quieta luminosità
de Wolfgang Amadeus Mozart

Il Lied Die Zufriedenheit (K. 473) di Mozart in si♭ maggiore, datato 7 maggio 1785 a Vienna, mette in musica una poesia tedesca di Christian Felix Weiße e offre un ritratto distillato dell’appagamento: non un pezzo da sfoggio operistico né una semplice bagattella da salotto [1]. Nella sua linea vocale composta e nella scrittura limpida della tastiera, rivela come Mozart (allora ventinovenne) sapesse trasformare un modesto Lied strofico in qualcosa di psicologicamente preciso e silenziosamente memorabile [2].
Antefatti e contesto
Nella primavera del 1785 Wolfgang Amadeus Mozart (1756–1791) era all’apice della sua carriera viennese: pianista-compositore celebrato, impegnato nella scrittura di concerti, musica da camera e di occasionali pagine vocali destinate alla musica domestica. Die Zufriedenheit (Appagamento), K. 473 appartiene a quella zona importante ma spesso trascurata della sua produzione: i canti solistici tedeschi con tastiera, musica pensata per un’esecuzione intima più che per il teatro.
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Il brano è datato con certezza al 7 maggio 1785 ed è tramandato come canto per voce e clavicembalo/tastiera (keyboard) — nella prassi moderna, voce e pianoforte [1]. La sua relativa rarità nella vita concertistica dipende in parte dalle dimensioni: non è un’aria operistica con orchestra né una scena drammatica, bensì un Lied il cui fascino si fonda su misura, dizione e sfumature tonali.
Eppure è proprio per questo che merita attenzione. I Lieder viennesi di Mozart lo mostrano alle prese, in miniatura, con questioni che in seguito avrebbero definito il Lied d’arte tedesco: come il ritmo della parola possa essere nobilitato in melodia, come la tastiera possa suggerire un’atmosfera anziché limitarsi a fornire l’armonia, e come un impianto strofico “semplice” possa comunque sostenere un percorso narrativo ed emotivo.
Testo e composizione
Mozart mette in musica una poesia di Christian Felix Weiße (1726–1804), che si apre con il verso “Wie sanft, wie ruhig fühl’ ich hier” (“Quanto dolcemente, quanto placidamente mi sento qui”) [1]. Il testo celebra la bellezza dei piaceri modesti e della pace interiore — un ideale illuminista espresso senza ironia, come una sorta di vignetta morale-lirica.
Catalogato come K. 473, il Lied è in si♭ maggiore, tonalità che Mozart impiega spesso per calore e cordialità, e la sua provenienza documentata lo colloca saldamente a Vienna (1785) [1]. L’organico è lineare:
- Voce: un solista (estensione adattabile nelle edizioni successive)
- Tastiera: pianoforte/fortepiano (originariamente “clavier”)
La semplicità dei mezzi è parte dell’estetica: il Lied diventa una scena in piccolo in cui il testo del cantante è in primo piano, mentre la tastiera incornicia l’affetto.
Carattere musicale
Sul piano musicale, Die Zufriedenheit si comprende al meglio come un esercizio di agiatezza misurata. La linea vocale privilegia chiarezza ed equilibrio più che virtuosismo; risulta comoda per la voce, modellata in frasi che restano vicine al tedesco parlato, pur mantenendo una simmetria inconfondibilmente “mozartiana”.
La parte della tastiera apporta più di un semplice accompagnamento. Il suo moto regolare e le armonie trasparenti creano un corrispettivo sonoro della calma padronanza di sé evocata dalla poesia — uno spazio acustico in cui l’appagamento non è felicità esuberante, ma equilibrio stabile. Particolarmente rivelatrice è la capacità di Mozart di lasciare che piccoli snodi armonici (brevi velature d’ombra, gentili ritardi cadenzali) suggeriscano che la serenità è una scelta, mantenuta nel tempo, non un dono dato per scontato.
Nel più ampio corpus liederistico di Mozart, Die Zufriedenheit si affianca a canti più noti come Das Veilchen (K. 476) e a capolavori successivi quali Abendempfindung (K. 523): non gareggia sul terreno del dramma, ma su quello della concentrazione. In esecuzione, la sua riuscita dipende da un’arte discreta — declamazione tedesca nitida, legato duttile e un pianista attento alla quieta retorica del pezzo. Ascoltato così, K. 473 diventa ciò che il titolo promette: un’immagine concisa e convincente di calma interiore, tracciata con la più leggera delle linee classiche.
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[1] IMSLP work page for Die Zufriedenheit, K. 473 (composition date 7 May 1785, Vienna; key; text incipit; poet; instrumentation).
[2] International Mozarteum Foundation, Köchel-Verzeichnis entry for K. 473 (work identification, scoring and catalog context).








