K. 154a

Due piccole fughe (Versetti) per organo in sol maggiore e re maggiore, K. 154a

ヴォルフガング・アマデウス・モーツァルト作

Miniature portrait of Mozart, 1773
Mozart aged 17, miniature c. 1773 (attr. Knoller)

Le Due piccole fughe (Versetti) per organo, K. 154a, di Mozart sono brevi miniature contrappuntistiche legate all’ambiente salisburghese intorno al 1772, quando il compositore aveva 16 anni. Pur di dimensioni modeste—e talvolta eseguite anche al clavicembalo o al fortepiano—mostrano un giovane Mozart alle prese con la prassi fugata in una scrittura tastieristica concentrata e di immediata utilità.[1]

Antefatti e contesto

Nel 1772 Mozart era rientrato a Salisburgo dopo i viaggi in Italia, al servizio della corte arcivescovile e impegnato in una produzione costante in diversi generi—sinfonie, musica sacra e più piccoli brani per tastiera destinati all’uso domestico e devozionale. Le Due piccole fughe (Versetti), K. 154a, appartengono a questo contesto salisburghese e ci sono giunte come brevi pezzi per organo (oggi spesso diffuse tra le opere tastieristiche “varie”).[1] Le moderne liste di riferimento le descrivono nello specifico come due Versetten—brevi versetti in forma fugata—uno in sol maggiore e uno in re maggiore: un accostamento che suggerisce anche una funzione pratica (per esempio, brevi interludi all’interno di una celebrazione o in un contesto didattico), pur senza che si possa collegarle con certezza a un’unica occasione.[2]

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Carattere musicale

Sulla pagina, entrambi i pezzi sono fughe in formato compatto: ciascuno si apre con un soggetto nettamente delineato e procede con ingressi imitativi lineari, mantenendo una tessitura asciutta e un linguaggio armonico diretto. In particolare, la fuga in sol maggiore presenta una luminosità spontanea, con un soggetto che si presta a risposte ordinate e a brevi episodi di raccordo; la fuga in re maggiore prosegue con analoga concisione, privilegiando la pulizia della condotta delle voci rispetto all’effetto virtuosistico.[1]

Sebbene concepite per l’organo, le loro dimensioni e la tessitura le rendono facilmente trasferibili ad altre tastiere, e infatti vengono spesso eseguite in questo modo—una scelta favorita dal carattere prevalentemente manualiter (solo mani) e dall’accento posto su un contrappunto limpido più che su una sonorità organistica sostenuta.[3] In forma miniaturizzata, K. 154a si inserisce in un filo ricorrente dello sviluppo mozartiano: un costante e concreto confronto con gli stili “dotto” (stile antico e scrittura fugata), destinato a riemergere—su scala di gran lunga più ampia—nei finali contrappuntistici e nei passi fugati delle opere della maturità.

[1] Digital Mozart Edition (Neue Mozart-Ausgabe), vol. IX/27/2: listing including “Two Little Fugues (Versets) for Organ KV 154a”.

[2] Bärenreiter (UK) description for “Organ and Keyboard Music at the Salzburg Court 1500–1800”, listing “2 Versus G major, D major K.154a”.

[3] PianoLibrary.org reference entry for “Two little Fugues (Versets), KV 154a/Anh. A 61–62”, noting keys and common performance on piano despite organ origin.