
- Numero Köchel
- K9 401 | K6 375e
- Genere
- Musica per pianoforte
- Forma
- Brani per pianoforte
- Tonalità
- G Minor
- Data
- Primavera 1782
- Luogo
- Vienna
- Età
- 16
La Fuga in sol minore (frammento), K. 401, di Mozart è un brano contrapuntistico incompiuto per tastiera, risalente circa al 1772–1773. Conservata unicamente come breve abbozzo autografo, offre uno scorcio del compositore sedicenne alle prese con la tecnica fugata in una tonalità minore scura e concentrata.
Ciò che si sa
Il brano tramandato come Fuga in sol minore (frammento), K. 401, è autentico ma non portato a termine, e ci è giunto in una fonte autografa di poche battute (un unico foglio con due pagine scritte). Il Köchel-Verzeichnis lo data a Salisburgo, 1772–1773, e lo descrive come «presumibilmente per organo», indicando però anche l’organico semplicemente come clav (tastiera), a testimonianza dell’ambiguità tipica dei brevi abbozzi per tastiera tra tardo barocco e primo classicismo.[1]
La medesima tradizione delle fonti contribuì alla circolazione del pezzo in copie e stampe dei primi decenni dell’Ottocento; in seguito alcune edizioni presentano talvolta un testo «completato», in particolare in un arrangiamento attribuito a Maximilian Stadler (1748–1833).[2]
Contenuto musicale
Ciò che sopravvive è una concisa esposizione fugata con prosecuzione in sol minore, impostata in una tessitura tastieristica a quattro voci. La scrittura ha per lo più un andamento che richiama l’alla breve (moto contrappuntistico regolare, imitazioni frequenti), con un soggetto che mette in risalto il modo minore e un carattere sobrio, di impronta quasi “ecclesiastica”: tratti che possono collocarsi plausibilmente accanto agli studi giovanili di Mozart nello stile dotto, anche se il frammento si interrompe prima che possa svilupparsi una fuga di ampio respiro.[2]
Poiché l’abbozzo si interrompe a metà percorso, il suo progetto complessivo (una serie completa di entrate, episodi e una stretta conclusiva o una cadenza) non può essere ricostruito con sicurezza sulla base della sola notazione di Mozart; le esecuzioni, dunque, spesso si affidano o alle battute superstiti come frammento, oppure a completamenti successivi.[1]