K. 717

Aria «Se mai senti spirarti sul volto» (perduta, dubbia), K. 717

von Wolfgang Amadeus Mozart

Posthumous portrait of Mozart by Barbara Krafft, 1819
Mozart, posthumous portrait by Barbara Krafft, 1819

«Se mai senti spirarti sul volto» (K. 717) è un lavoro attribuito a Wolfgang Amadeus Mozart (1756–1791) nel catalogo Köchel, ma è considerato perduto e di autenticità dubbia. Da fonti attendibili non è possibile stabilire alcuna data, luogo di composizione, tonalità o testo musicale sopravvissuto.

Che cosa si sa

La voce relativa a «Se mai senti spirarti sul volto» compare nel database del catalogo Köchel della International Mozarteum Foundation come aria per una voce, esplicitamente indicata come «perduta» e «dubbia» [1]. Non vi si citano manoscritti, stampe antiche o riferimenti coevi affidabili; anche le sintesi di riferimento standard elencano K. 717 soltanto come aria perduta e dubbia, senza fornire incipit musicali, organico o cronologia [2].

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Il titolo italiano è inoltre noto grazie a intonazioni di altri compositori del testo di Pietro Metastasio (in particolare nell’ambito delle tradizioni di La clemenza di Tito), per cui la sola frase non costituisce una prova della paternità mozartiana [3].

Contenuto musicale

Poiché non è sopravvissuta alcuna partitura né una fonte musicale affidabile, non è possibile affermare nulla di certo su melodia, armonia, forma o strumentazione per K. 717, oltre alla semplice indicazione «aria» riportata nella scheda di catalogo [1].

[1] Köchel Verzeichnis (International Mozarteum Foundation), work entry for K. 717: status and basic catalog record.

[2] Wikipedia: Köchel catalogue (table entry listing K. 717 as “lost, doubtful”).

[3] Seen and Heard International review mentioning the text “Se mai senti spirarti sul volto” as an aria (in Gluck’s Clemenza di Tito context), illustrating the title’s broader circulation outside Mozart.