Allegro per quintetto d’archi in Mi bemolle maggiore (frammento), K. 613a
von Wolfgang Amadeus Mozart

L’Allegro di Mozart per quintetto d’archi in Mi bemolle maggiore (K. 613a) è un movimento autentico ma incompiuto, databile a Vienna nel 1784–1785. Ne sopravvive soltanto un breve frammento autografo, che offre uno spiraglio sul pensiero cameristico del compositore ventottenne in un momento in cui il suo stile viennese stava rapidamente consolidandosi.
Cosa si sa
Sotto il numero Köchel K. 613a si conserva soltanto un Allegro in forma frammentaria. L’Internationale Stiftung Mozarteum cataloga il brano come autentico, esistente e incompiuto, e lo data a Vienna, 1784–1785.[1] La stessa scheda indica l’organico come un quintetto d’archi mozartiano standard (2 violini, 2 viole, violoncello).[1]
Nella descrizione della fonte superstite, l’autografo è definito come un breve frammento in partitura (“Partitur: 2 Bl. (3 beschr. S.)”), il che lascia intendere poche pagine di musica notata.[1] Le edizioni moderne lo includono fra i lavori frammentari di Mozart (Neue Mozart-Ausgabe, Fragmente).[2]
Contenuto musicale
Ciò che si può desumere con sicurezza dai dati di catalogo è limitato: Mozart avviò (ma non portò a termine) un rapido movimento d’apertura in Mi bemolle maggiore per la tessitura del quintetto, ricca di viole, che in seguito avrebbe sfruttato con tale ampiezza. Anche allo stato di frammento, la scelta del mezzo è significativa: nella Vienna della metà degli anni Ottanta, Mozart stava approfondendo nella musica da camera la gestione delle voci interne e un contrappunto di natura dialogica, e la seconda viola del quintetto offriva proprio quella larghezza espressiva e armonica.[1]
[1] Internationale Stiftung Mozarteum, Köchel-Verzeichnis entry for K. 613a (status, dating, key, instrumentation, source description).
[2] Digital Mozart Edition (DME), Neue Mozart-Ausgabe online pages: Series X/30/4 (Fragments) listing that includes K. 613a material.